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RESPONSABILITÀ CIVILE e ASSICURAZIONI

risarcimento danni | 05 Luglio 2019

Il risarcimento del danno differenziale dopo la legge n. 58/2019

di La Redazione

La legge di conversione del decreto crescita n. 58/2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 151 del 29 giugno 2019, ha cancellato le lettere a), b), c), d), e) e f) del comma 1126 dell'art. 1, l. 30 dicembre 2018, n. 145: le “vecchie” disposizioni sul “danno differenziale”, dunque, riacquistano piena efficacia, così superandosi tutte le questioni nel frattempo insorte.

L’intervento legislativo di cui all'art. 1, comma 1126, della Legge di Bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145), recante disposizioni sul fronte della questione del “danno differenziale” attraverso modifiche apportate agli artt. 10 (commi 6, 7 ed 8) ed 11 (commi 1 e 3) del d.P.R. 31 giugno 1965, n. 1124, nonché al comma 2 dell'art. 142 cod. ass., ha creato profonde incertezze sul tema del risarcimento del danno per i lavoratori a seguito di infortuni sul lavoro o in itinere.
La legge n. 58/2019 (in G.U. n. 151 del 29 giugno 2019), di conversione, con modificazioni, del d.l. n. 34/2019, c.d. decreto crescita, ha introdotto in seno a detto decreto legge l'art. 3-sexies («Revisione delle tariffe INAIL dall'anno 2023»), che così dispone: «All'articolo 1, comma 1126, della citata legge n. 145 del 2018, le lettere a), b), c), d), e) e f) sono abrogate; le disposizioni ivi indicate riacquistano efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della medesima legge n. 145 del 2018».
Dunque, a distanza di sei mesi dall'entrata in vigore dell'art. 1, comma 1126, della “Legge di Bilancio 2019”, sono state cancellate le disposizioni che erano intervenute a modificare gli artt. 10 (commi 6, 7 ed 8) ed 11 (commi 1 e 3) del d.P.R. 31 giugno 1965, n. 1124, nonché il comma 2 dell'art. 142 cod. ass..
Del precedente contesto normativo, sopravvive una sola norma, quella introdotta dalla lett. g) del comma 1126, Legge di Bilancio 2019 al comma 3 dell'art. 11 d.P.R. n. 1124/1965, per cui «[n]ella liquidazione dell'importo dovuto [dal datore di lavoro all'INAIL in sede di regresso] il giudice può procedere alla riduzione della somma tenendo conto della condotta precedente e successiva al verificarsi dell'evento lesivo e dell'adozione di efficaci misure per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Le modalità di esecuzione dell'obbligazione possono essere definite tenendo conto del rapporto tra la somma dovuta e le risorse economiche del responsabile».

 

Per approfondire il tema, leggi il focus a firma dell’avv. Marco Bona sul portale ridare.it.