POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
venerdì 28 febbraio 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
RESPONSABILITÀ CIVILE e ASSICURAZIONI

responsabilità medica | 30 Settembre 2015

Consenso informato prestato oralmente: non vale se il paziente è sotto narcosi e non conosce l’italiano

di Francesca Valerio - Magistrato ordinario in tirocinio

Ai fini della legittimazione del trattamento medico-chirurgico, non può configurarsi come consenso presunto quello asseritamente acquisito verbalmente dal paziente, in stato di narcosi, che non conosce nemmeno l’italiano.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 19212/15; depositata il 29 settembre)

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella pronuncia n. 19212 del 29 settembre 2015. Il caso. Una donna proponeva domanda di risarcimento danni in conseguenza di un intervento chirurgico effettuato senza il suo consenso. Nella specie, l’attrice...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.