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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

pubblico impiego | 16 Luglio 2019

Nel pubblico impiego il diritto al superiore inquadramento va accertato di volta in volta

di Ilaria Leverone

In tema di rapporto di impiego privatizzato, il diritto a ricevere le retribuzioni proprie delle mansioni superiori rispetto a quello di formale inquadramento sorge, di tempo in tempo, in ragione del concreto esercizio di esse e non dà luogo a modificazioni definitive del rapporto sotto il profilo dell’acquisizione della corrispondente migliore qualifica, con la conseguenza che il giudicato maturato rispetto a periodi in cui è stato riconosciuto il diritto a tali retribuzioni superiori, per esservi stato esercizio delle corrispondenti mansioni, non pone a carico del datore di lavoro l’onere di allegare e dimostrare, rispetto ai periodi successivi, per i quali il lavoratore rivendichi il persistere del diritto alle differenze retributive, il verificarsi di mutamenti fattuali, spettando al lavoratore la prova in concreto di avere continuato a svolgere mansioni superiori rispetto a quelle di inquadramento.  

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 18901/19; depositata il 15 luglio)

Il caso. La Suprema Corte (ordinanza n. 18901/19, depositata il 15 luglio) affronta il caso di un lavoratore che con diversi giudizi, che riguardavano periodi storici differenti, ha rivendicato nei confronti dell’INPS il diritto al riconoscimento...

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