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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

pubblico impiego | 24 Giugno 2019

Legge Concretezza: novità per il pubblico impiego

di La Redazione

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 19 giungo 2019, n. 56, che riforma il lavoro pubblico in materia di assunzioni, controllo, mobilità e buoni pasto.  

I lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono stati destinatari della riforma, pubblicata nella G.U. n. 145 del 22 giugno 2019, per la concretezza delle azioni della PA e la prevenzione dell’assenteismo (legge n. 56/2019).

 

Nel dettaglio. Viene istituito il Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell’efficienza amministrativa (Nucleo della Concretezza) che, insieme all’INL, effettua sopralluoghi per il controllo dell’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’attività amministrativa, proponendo eventuali misure correttive.
I lavoratori delle pubbliche amministrazioni, ad esclusione del personale docente ed educativo degli istituti scolastici, dovranno accedere al luogo di lavoro attraverso sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza, nel rispetto dei principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità.
Le amministrazioni ed enti pubblici possono assumere, dal 2019, personale a tempo indeterminato per il ricambio generazionale del personale cessato, con priorità per le figure professionali in materia di:
- digitalizzazione;
- razionalizzazione e semplificazioni dei procedimenti amministrativi;
- qualità dei servizi pubblici;
- gestione dei fondi strutturali;
- contrattualistica pubblica;
- controllo di attività ispettiva;
- contabilità pubblica.
Per ridurre i tempi di assunzione, le amministrazioni possono procedere all’avvio di procedure concorsuali, nel limite massimo dell'80% delle facoltà di assunzione previste per il triennio 2019-2021, svolte dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri con modalità semplificate di svolgimento e valutazione delle prove.
I dipendenti delle PA, compresi i diplomatici e i prefetti sono collocati in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, che provvedono al loro trattamento previdenziale. Il periodo di aspettativa non può superare i 5 anni, rinnovabile per una sola volta.
Le PA che hanno sottoscritto ordini d'acquisto in attuazione delle convenzioni stipulate dalla Consip s.p.a. per la fornitura del servizio di buoni pasto, devono richiedere la restituzione dei buoni pasto non spesi e li devono sostituire con altri buoni pasto acquistati con le modalità previste dalla legge.

(Fonte: lavoropiu.info)

 



Qui la legge n. 56/2019; in G.U. del 22 giugno 2019, n. 145