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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

termini processuali | 15 Marzo 2016

Quando il “biglietto di cancelleria” è idoneo a far decorre i termini per l’impugnazione?

di Ilaria Leverone

La novella dell’art. 133, comma 2, c.p.c., secondo cui la comunicazione, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c., è finalizzata a neutralizzare gli effetti della generalizzazione della modalità telematica della comunicazione, se integrale, di qualsiasi tipo di provvedimento, ai fini della normale decorrenza del termine breve per le impugnazioni solo in caso di atto di impulso di controparte. Tale novella, però, non incide, lasciandole in vigore, sulle norme processuali, derogatorie e speciali che ancorino la decorrenza del termine breve alla mera comunicazione di un provvedimento da parte della cancelleria, restando irrilevante che la comunicazione sia integrale o meno, salvo che in concreto risulti del tutto impossibile ricavare dalla comunicazione del dispositivo o dal tenore del biglietto di cancelleria che si tratti effettivamente di ordinanza resa ai sensi del predetto art. 348-ter c.p.c., in quanto tale, idonea a far decorrere il termine ordinario suddetto avverso il provvedimento di primo grado.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L, sentenza n. 5003/16; depositata il 14 marzo)

Ad affermarlo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5003/16, depositata il 14 marzo. La questione. La Corte d’appello di L’Aquila si è pronunciata con ordinanza ai sensi dell’art. 348-bis c.p.c. dichiarando l’appello...

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