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Notizie a cura di La Stampa.it |

16 Luglio 2015

(TAR Lazio, sez. II, ordinanza n. 9492/15; depositata il 15 luglio)

 

TAR Lazio, sez. II, ordinanza 20 maggio – 15 luglio 2015, n. 9492
Presidente D’Agostino – Estensore Polidori

Considerato che questa Sezione con la sentenza n. 1318 in data 3 febbraio 2014 ha accolto il ricorso per l’ottemperanza proposto dal ricorrente e, per l’effetto, ha: A) ordinato all’Amministrazione resistente di provvedere, entro il termine di sessanta giorni al pagamento delle somme ancora dovute al ricorrente in forza del giudicato discendente dalla sentenza in epigrafe indicata; B) nominato, per il caso di perdurante inadempimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze oltre il predetto termine di 30 giorni, un Commissario ad acta, nella persona del responsabile pro tempore dell’Ufficio X della Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di provvedere, ad istanza di parte, ad ogni adempimento necessario per il pagamento, entro i successivi 60 giorni; C) condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla rifusione delle spese di giudizio, liquidati in euro 200,00;
Considerato che l’avvocato A.L.M. - a fronte della perdurante inerzia dell’Amministrazione e dello stesso Commissario ad acta - con il presente ricorso propone reclamo, ai sensi dell’art. 114, comma 6, cod. proc. amm., chiedendo a questo Tribunale di adottare ogni provvedimento ulteriore al fine di sollecitare il Commissario ad acta a dare esecuzione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 15503/12;
Considerato, in via preliminare, che il presente ricorso - pur risultando notificato a mezzo di posta elettronica certificata (PEC), in assenza della autorizzazione presidenziale di cui all’art. 52, comma 2, cod. proc. amm. - deve ritenersi ammissibile in quanto, secondo la più recente giurisprudenza (Consiglio di Stato, Sez. VI, 28 maggio 2015, n. 2682), la notifica di atti processuali a mezzo PEC, da parte dell’avvocato, deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata pur in assenza della predetta autorizzazione presidenziale perché il processo amministrativo tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in un processo telematico;
Considerato che - tenuto conto di quanto precede - il Collegio ritiene necessario richiedere sia all’Amministrazione intimata sia al Commissario ad acta, una dettagliata relazione di chiarimenti sulle ragioni che hanno determinato la mancata esecuzione degli ordini contenuti nella predetta sentenza di questa Sezione n. 1318 in data 3 febbraio 2014;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), ordina al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed al Commissario ad acta di fornire i chiarimenti indicati in motivazione nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione/notifica della presente ordinanza.
Fissa, per la prosecuzione del giudizio, l’udienza in camera di consiglio del 7 ottobre 2015.



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